SPAZIO DI PENSIERO PER LA TRASFORMAZIONE
Oltre alla ricerca e all'applicazione pratica, Torre San Teobaldo si configura come uno spazio stimolante per la riflessione e la trasformazione.
Non si tratta di trovare soluzioni rapide, ma di comprendere le connessioni, le dinamiche e le aree di tensione. La trasformazione è intesa come un processo aperto, conflittuale e non lineare. Di conseguenza, le domande sono al centro dell'attenzione, non le risposte preconfezionate.
Quali narrazioni plasmano la nostra comprensione dell'economia?
Dove raggiungono i loro limiti i sistemi esistenti?
Quali obiettivi contrastanti spesso rimangono invisibili?
Lo spazio di riflessione invita ad accettare la complessità, a cambiare prospettiva e a sviluppare nuovi approcci al pensiero.
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Istruzione e consapevolezza
Concetti educativi e cooperazione interculturale
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Digitalizzazione
Scienze interdisciplinari
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Nutrizione e salute
Produzione alimentare sostenibile e biodiversità
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Sostenibilità ed efficienza
Sistemi di LCA e certificazione
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Giustizia e cultura di squadra
Coordinamento di progetti internazionali e cambiamento strutturale
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Rifiuti Zero ed Economia Circolare
Gestione ambientale, economia ambientale, scienza della trasformazione
comunità
GastroNova
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Laboratorio del mondo reale
Torre San Teobaldo
Alcune scoperte non nascono a caso: ti trovano al momento giusto. È quello che è successo in una mutevole giornata autunnale del 2013, mentre ero a caccia tra le colline piemontesi. Il mio sguardo si è posato su una piccola struttura abbandonata e fatiscente in cima a una collina, circondata da noccioli e viti. Una torretta dimenticata. Non mi lasciava in pace. Quel giorno stesso ho iniziato a indagare sulle sue origini. Ma il proprietario all'inizio era sconosciuto. Invece di aspettare, ho deciso di agire. Ho iniziato a mettere in sicurezza il tetto, le pareti e le finestre come meglio potevo, inizialmente senza permesso, ma con grande dedizione. Nel 2014, dopo un lungo periodo di incertezza, i miei sforzi sono stati finalmente ricompensati: a seguito di un sopralluogo, ho ricevuto il permesso ufficiale di utilizzare la struttura. Ma forse la cosa più importante che ho ottenuto è stata l'accettazione della gente del posto. All'inizio erano riservati, ma col tempo la loro fiducia è cresciuta. Oggi, anni dopo, Torre San Teobaldo è diventata la mia casa.
Patrono Teobaldo
Il nome "Torre San Teobaldo" non è casuale. In realtà non si tratta di una torre, ma di un ciabot, termine piemontese per indicare una piccola casetta da giardino che un tempo fungeva da riparo e luogo di lavoro durante la vendemmia. Il pendio su cui sorge la struttura si chiama San Teobaldo, dal nome di una cappella situata alla fine dell'omonima strada. Questa cappella fu donata alla chiesa dal bisnonno della famiglia, che un tempo coltivava questi terreni.
San Teobaldo si riferisce a due santi che portavano questo nome:
San Teobaldo di Provins (m. 1066) nacque in Francia da una nobile famiglia, ma scelse di rinunciare alla ricchezza e agli onori militari. Visse invece come eremita, compiendo pellegrinaggi in Francia e in Italia prima di stabilirsi definitivamente a Sossano. Lì, fu venerato per la sua pietà e gli furono attribuiti miracoli. Morì il 30 giugno 1066 e fu canonizzato nel 1073. Oggi è considerato il patrono dei boscaioli, dei conciatori, dei pastori e degli eremiti.
San Teobaldo d'Alba (m. 1150) proveniva probabilmente dal Piemonte. Anche lui scelse fin da giovane una vita ascetica, fatta di povertà e isolamento. La sua opera è meno documentata, ma la sua vita semplice gli valse grande venerazione nell'Italia settentrionale. Morì ad Alba nel 1150; la sua festa è il 1° giugno.
Un ritiro con nuove tradizioni
Oggi, Torre San Teobaldo è per me molto più di un edificio restaurato: è un luogo di pace, natura e connessione. Pur rimanendo il mio rifugio personale, lo apro volentieri ad amici e ospiti. Ho sviluppato un particolare affetto per la festa dei ciliegi in fiore, una tradizione che ho portato con me dal Giappone. È una celebrazione della bellezza della natura e della fugacità del momento. Durante la festa, servo kombucha e kefir d'acqua fatti in casa, bevande vive che, come questo luogo, nascono dal tempo, dalla cura e dalla dedizione.
Ma il momento più bello della giornata rimane l'alba. Dal tetto della torre, osservo le colline piemontesi mentre il mondo si risveglia lentamente. In questa quiete, mentre la luce si posa sul paesaggio, tutto sembra perfettamente in equilibrio. E so che questo luogo ha trovato la sua strada verso di me, esattamente al momento giusto.
SPAZIO DI PENSIERO
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